Deluso da AdWords?

Cerchiamo di capire perché…

Ti senti Deluso da AdWords!

Iniziamo dal dire che percentualmente vi è meno soddisfazione in altri sistemi come Facebook o Bing, ma io li ritengo tutti validi – sicuramente su piani diversi – ma certamente efficaci e globalmente indispensabili almeno facendoli lavorare a coppie. Voglio quindi provare a suggerire un metodo alternativo che di fatto comporta una spesa contenuta e discrete performance se pescate nell’ambito delle cosiddette “long tail keywords”.

Capiamolo meglio andando a guardare alle corrispondenze delle parole chiave su AdWords.

Corrispondenza esatta a parte, che impone al sistema (salvo l’eccezione dei plurali e misspelling se configurata) di mostrare l’annuncio solo in presenza della query esattamente scritta come impostata, le altre tre corrispondenze di fatto rappresentano talvolta un terno a lotto che impone all’inserzionista una capillare gestione delle chiavi inverse; quelle chiavi cioè, che in presenza delle quali l’annuncio non verrà mostrato.

Sopratutto le corrispondenze generiche (fortunatamente oggi scarsamente usate) e le corrispondenze generiche modificate, garantiscono una enorme quantità di impression, che però spesso si concretizza in un fiume di parole che seppur utili, generano un traffico limitato e vengono quindi classificate da AdWords come a “basso volume di ricerca”.

In poche parole cosa significa?
Abbiamo individuato una chiave che potrebbe portare risultati, ma essendo scarsamente cercata, il sistema finché non otterrà un traffico consistente (magari mai), ci costringerà a visualizzarla usando una chiave compatibile ottenuta da una corrispondenza simile.

Facciamo un esempio. La chiave “agriturismo in toscana sul mare con piscina sauna e idromassaggio” ha un basso volume di ricerca. La chiave però è utile per il nostro inserzionista, poiché lui ha tutti i requisiti per farsi piacere dall’utente che ha cercato usando questa query.
L’unico modo per farsi trovare è quindi ricorrere alla miglior chiave (si genera l’asta di AdWords) tra:

a) “agriturismo in toscana sul mare”
b) +agriturismo +toscana +piscina
c) +agriturismo con +sauna
d) +agriturismo con +idromassaggio

Certo… tutte chiavi buone, ma ahimé si genera un altro problema e cioè che a causa di quella “long tail”, vanno in concorrenza tra loro. Solo una di queste verrà scelta (rapporto qualità / prezzo, per dirla in breve) per mostrare l’annuncio.
Bene, messa così, il nostro utente sarà di fronte a scelte che purtroppo potrebbero rilevarsi improduttive o difficili da gestire. Qui nasce quindi la sua delusione. Il mercato garantisce una forte domanda, ma la propria offerta è insufficiente per garantire efficacia rispetto ai competitor.
In pratica – nell’esempio sopra – un agriturismo che corrisponde a 4 distinti parametri richiesti dal cliente, entrerà magari in competizione con altri inserzionisti con una singola corrispondenza.
Bene, arriviamo al sodo. Dove nasce quindi l’utilità di AdWords se come detto il nostro inserzionista va in sofferenza? Semplice (almeno abbastanza), è sufficiente raccogliere tramite lo strumento “dettagli termini di ricerca / tutti” quelle che sono le long tail keywords che hanno prodotto visualizzazioni, sono utili, ma hanno un volume di ricerca troppo basso per essere gestite tramite AdWords.

A questo punto entra in ballo il contenuto del sito e si ricorre al buon vecchio (e fedele) SEO. In pratica si realizza una landing page specifica, cioè una pagina di destinazione che corrisponda esattamente alla chiave lunga, nella quale a partire dai codici TITLE e DESCRIPTION dei TAG in HEAD e passando da contenuto della pagina a formattazione di immagini e ipertesti, faccia comprendere al motore la sua affinità rispetto alla query, così da farla apparire organicamente (cioè senza passare dalla sponsorizzazione) dopo una ricerca.

Non è fantascienza! Ricordiamoci che stiamo parlando di chiavi lunghe, che quindi in funzione delle quali, è proprio difficile non solo che la ricerca sia estesa a molti utenti, ma che esista proprio una pagina di un sito che corrisponda al 100% a tutti i requisiti.

Chiaro… i detrattori potrebbero dire che se il traffico è scarso non produrrà risultati, ma qui stiamo parlando di accessi in qualità, non in quantità. Banalmente se scoviamo 10 chiavi a coda lunga che producono ciascuna 30 ricerche all’anno, saranno scarse per AdWords, ma a fronte di poche landing page dedicate, garantiranno una buona fetta di questi 300 accessi altamente motivati! Più convincente adesso? Vero… c’è il “sacrificio” di dover scovare le chiavi e generare pagine. Però sarebbe forse il caso di smettere di credere alla favola che se pianti due monete sotto l’albero nel campo dei miracoli che tanto a cuore ti hanno suggerito il Gatto e la Volpe, il giorno dopo trovi un albero pieno di monete!

Il successo sui motori di ricerca, seppur con una buona dose di fortuna, è sacrificio e investimento. Quando l’investimento non può essere di denaro, che lo sia di tempo.