Solo l’email per il tuo Ecommerce

Mi sono imbattuto in questo meccanismo una di queste sere, mentre stavo facendo acquisti nelle veci di Babbo Natale. Sono entrato in un sito web di giocattoli – dove compro di solito – e mi sono ricordato di una cosa. Su questo sito non ci si registra. Eppure si possono accumulare punti e alla fine dell’ordine, questi punti danno quasi sempre diritto a un bel regalo. Insomma… uno di quei siti web dove compri volentieri e ti pressano pure poco. Non devi ricordarti user o password, a nessuno interessa chi sei o cosa vuoi e via dicendo.
Conta una cosa sola. Come il codice fiscale per la sanità. La tua e-mail. Eh già… perché volente o nolente, quella usiamo sempre. Potremmo dire che è il nostro codice fiscale digitale. Non un indirizzo di residenza, perché quello spesso cambia. Ma l’e-mail è molto difficile che cambi.
Il sito in questione non ti fa registrare, ma durante il tuo ordine, ti spiega che conserverà il tuo indirizzo e-mail. Solo quello. Non i tuoi dati. E questo serve per riconoscerti quando compri.
Fatto è, che ogni volta che compri, lui se ne infischia di chi sei. Inserisci i tuoi dati, l’indirizzo e compagnia bella. Ma prima di pagare, nell’anagrafica, chiaramente ti chiede di metter la tua casella di posta e… bingo!
Appena processi l’ordine, una schermata intermedia, ti dice che hai accumulato punti e che – magari – puoi ritirare un omaggio. Bentornato signor Casella E-mail!

Ora questo tipo di meccanismo potrebbe far storcere la bocca. Ma immaginiamolo in un contesto un pochettino più ampio. Direi intermedio.
Ipotizziamo che durante la fase di registrazione su un sito web, invece di chiedere la prima recludescenza e il gruppo sanguigno, oltre al nome della nonna della vostra bisnonna materna come domanda di sicurezza, il buon sito e-commerce ci chieda solo la casella di posta. Neanche come ci chiamiamo. Solo l’e-mail.
Noi siamo più restii a lasciare l’e-mail che a dire come ci chiamiamo, ma se dobbiamo iniziare un percorso, ci rendiamo pur conto che l’e-mail serve. Alla fine meglio lasciare la casella di posta che il telefono.
Al massimo se mi scocci, ti creo un bel filtro e ti mando in spam, no?
Ecco, registrarsi con l’e-mail non vuol dire avere dati incompleti, ma piuttosto aspettare al varco il nostro cliente… perché si, pensateci. Se comprerà da noi – e noi gli stiamo dicendo che non c’è fretta e che se non compra poco ci interesa chi è – a quel punto sarà costretto a dirci chi è e dove vuole che gli spediamo la merce.

Attenzione quindi a quanto preziosi sono i dati. Nel marketing dei cookie, il miglior ROAS è quasi sempre legato alle e-mail. Primo baluardo di difesa, ma primo fronte di “attacco”.