Migliorare le vendite. Spese di Spedizione.

Migliorare le Vendite?

Partiamo dalle spese di spedizione.

Qualche tempo fa, spulciando in rete alla ricerca di qualche testo interessante, mi è capitato di trovare una serie di articoli scritti dalla bravissima e chiarissima Mariel Bacci. In questi articoli Bacci cerca di spiegare in modo semplice ed esaustivo, come poter migliorare l’esperienza di acquisto degli utenti che accedono ad un sito e-commerce*.

L’analisi di Bacci, parte dall’investimento che si rende necessario per sviluppare un sito e-commerce. In pratica ogni struttura, seppur contenendo i costi rispetto a un negozio fisico, necessita di investimenti come il sito web, un hosting performante, un contratto di assistenza con i webmaster, grafici e programmatori per poter approntare velocemente modifiche e promozioni corredandole magari con una veste grafica accattivante… e che dire poi di tutta la promozione legata agli investimenti sui motori di ricerca? SEO, SEM, SEA… soprattutto il pay-per-clic può diventare una spesa costante e “pesante” se il ROI non è da subito soddisfacente.
Ebbene. A un certo punto, troviamo la perfetta formula alchemica e riusciamo a far inserire i prodotti in carrello, ma arrivati al checkout, il cliente non compra ed esce! Problema!
Secondo una statistica di SeeWhy.com, riportata da Mariel Bacci, il principale colpevole risiede in una duplice problematica di spese di spedizione. Vale a dire costi troppo alti e non mostrati prima del checkout.

L’aspetto interessante che viene proposto come veicolo di discussione, non è però incentrato in un valore di costo assoluto. Cioè, non è detto che esista un costo alto in assoluto che incide al 100% sul tasso di abbandono. E questo è importante nel momento in cui diventa un dato di fatto, che eliminare le spese di spedizione non porta al momento del checkout una rivoluzione delle vendite. La domanda a questo punto si sposta su: “Sei sicuro che le spese gratis aiutino la vendita?” E brillantemente viene suggerita un’analisi a segmentazione degli utenti. Capire cioè quali sono le spese ideali per tranquillizzare il compratore. Quali sono cioè le spese che si aspetta di pagare. Formulando magari il classico parametro nel quale si dice che sopra un certo importo, le spese sono incluse.
Tra le idee che Bacci propone, trovo particolarmente interessanti due varianti, poiché non propriamente sviluppatesi nel nostro italiano concetto di e-commerce… e visto che qua in Italia di solito arriviamo qualche tempo dopo, mi piace soffermarmi su questi due aspetti:

a) Spese gratis a chi abbandona l’ordine. Vale a dire che se faccio un checkout, ma lascio l’ordine, potrebbe essere un’idea far partire un popup che inviti al completamento dell’acquisto, offrendo spese di spedizione gratis. Se il problema sono le spese, l’utente concluderà l’ordine.

b) Spese gratis al primo ordine. Se il problema sono le spese, il nostro e-commerce avrà scarsa fidelizzazione.

Insomma, ottimi spunti e consiglio vivamente di seguire i suoi articoli.

Purtroppo a oggi, questi articoli non hanno più lo stesso URL. Prego l’autore o chiunque, di fornirmi l’indirizzo esatto, se ne dovesse essere in possesso.