Come tracciare un post Facebook

Come tracciare un post Facebook

Incrociamo i dati con Google Analytics.

Semplicissimo e pratico sistema per tracciare la qualità dei vostri accessi da Facebook. Ora è vero che direte… bhé ma io su Analytics gli accessi da Facebook li vedo. Vero, ma non sapete la natura di questi clic ed è per questo importante capire in che modo è possibile stanarli e studiarli. Questo senza considerare le pubblicità stesse (annunci a pagamento per esempio) che vengono fatte su Facebook, dove il numero di clic raramente corrisponde agli accessi al sito. Questo perché si può pagare anche per un “mi piace” e non necessariamente per l’accesso. Analizzando il clic in pratica, si comprende l’efficacia, misurandone poi – ovviamente – l’ingaggio nel sito oltre alle solite metriche di tempo, rimbalzo, pagine…

Lo strumento da usare è l’URL builder di Analytics. Questo strumento ci consente di generare un URL “allungato” all’interno del quale, attraverso dei parametri definiti UTM, è possibile abbinare all’indirizzo una stringa allungata che non compromette l’apertura della pagina, ma restituisce ad Analytics i valori di nostro interesse. Vediamo un esempio in concreto e attenzione è solo un esempio, poiché di fatto dovreste scegliere il vostro sistema di tracciatura. Supponiamo che necessiti di tracciare il traffico (e la sua qualità) che mi porta il post su Facebook di questo articolo del blog che state leggendo.

UTM URL generator

Per prima cosa vado ad inserire l’URL del sito, ma attenzione, si riferisce ovviamente all’URL della pagina che voglio pubblicizzare. Vediamo poi gli altri parametri:

  • Sorgente campagna: identifica il referrer, cioè il punto di partenza del clic. Nel nostro caso quindi Facebook, e attenzione qui. Ricordate di scriverlo sempre nello stesso modo. Facebook non è uguale a facebook o FaceBook! Non sempre si parla di sito, potrebbe essere anche una newsletter per esempio!
  • Mezzo della campagna: cioè lo strumento usato nella sorgente per produrre un clic. In questo caso un post, ma attenzione, altri preferiscono mettere la natura del mezzo, quindi potreste usare “social media” o referral (un sito che linka al nostro).
  • Termine della campagna: è un parametro opzionale, il consiglio è di metterlo quando tracciate i clic delle parole chiave a pagamento in modo manuale, o in alcuni casi il mio consiglio è di usarlo anche se fate un post dotato di hashtags.
  • Contenuto della campagna: ci tengo a precisare che questo parametro è più utile usarlo quando ho due annunci che puntano sulla stessa pagina. Usato come nell’esempio in alto non è propriamente corretto e può risultare complicato poi da gestire su Analytics. A ogni modo è una variante, nella quale io identifico come campagna “blog”, poiché voglio creare un insieme basato sul traffico che mi porteranno tutti i post che inserisco. Quindi il mio contenuto sarà (per esempio) la data dell’articolo, o il suo titolo. Anche questo è un parametro opzionale.
  • Nome campagna: se avessi escluso il parametro “contenuto”, avrei potuto mettere data o titolo dell’articolo. Considerata la spiegazione di cui sopra, la mia campagna è “tutto il traffico della promozione blog”, quindi metto un semplice e solitario “blog”.

Compilati i parametri non mi resta che cliccare su “Genera URL” e ottengo questo indirizzo:

http://www.blubit.it/blog/come-tracciare-un-post-facebook.asp? ->
utm_source=facebook&utm_medium=post&utm_content=07092012&utm_campaign=blog

Più facile a spiegarlo che a scriverlo, tanto è vero che una volta che i dati inizieranno ad arrivare, saranno anche facilmente interpretabili su Analytics: Sorgenti di Traffico / Sorgenti / Campagne. Accedendo a questo report avrete sotto controllo un mare di dati, prima impossibili da essere estrapolati.